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La psicologia della performance studia le interazioni tra la mente e la prestazione, intesa come la capacità di accedere a tutte le proprie risorse, competenze e abilità nel perseguimento di un obiettivo. Quando parlo di performance generalmente le persone pensano immediatamente alla prestazione sportiva e quindi agli atleti, in realtà questo concetto può essere applicato non solo nello sport ma anche in ambito manageriale, musicale, e delle relazioni interpersonali. L’obiettivo in tutti i casi è ottimizzare il rendimento attraverso strategie per gestire lo stress, migliorare la concentrazione, rafforzare la motivazione e aumentare la fiducia in sé stessi. Le tecniche di base sono comuni a tutti gli ambiti di applicazione ma ogni diverso contesto necessità di strumenti e metodologie personalizzate sulle reali esigenze.
Negli ultimi anni sempre più spesso si sente parlare del mental coach ovvero allenatore della mente, certamente la capacità di concentrarsi, gestire lo stress, mantenere la motivazione e sviluppare strategie mentali efficaci sono tutti elementi che possono fare la differenza tra il successo e il fallimento nello sport, allenare quindi la mente con tecniche come il controllo dell’attenzione, la visualizzazione e la riduzione delle distrazioni possono essere utilizzate per migliorare la concentrazione e massimizzare le prestazioni ma non possiamo commettere l’errore di separare la persona dall’atleta. La storia e il vissuto personale è spesso inscindibile dalla capacità dell’atleta di dare il meglio di sé. Il mio impegno è lavorare sulla persona per migliorare l’atleta. Naturalmente il lavoro con l’atleta assume un ruolo importante aldilà delle frasi del buon senso: “quando passi da una buca all’altra non devi pensare all’errore sul put alla buca precedente”, che peraltro diventa inibitorio ovvero induce a pensare proprio a ciò a cui non si dovrebbe pensare, ma si concentra su veri e propri allenamenti mentali preventivi che devono essere svolti più volte a settimana esattamente come avviene per quelli tecnici o di preparazione Atletica. Oltre alle tecniche multidisciplinari diventano fondamentali i training cognitivi per potenziare le funzioni celebrali necessarie a migliorare le performance dell’atleta.
Il lavoro che normalmente svolgo all’interno di aziende e organizzazioni complesse, è rivolto sia ai singoli individui, normalmente middle e top manager, che alle dinamiche organizzative che regolano i meccanismi del funzionamento aziendale. Il lavoro individuale mira ad aumentare la consapevolezza del sé e ad aumentare la tolleranza alla pressione psicologica che spesso i manager si trovano a dover gestire in relazione ad aspettative e risultati richiesti. Anche in questo caso si parte dalla persona e dal suo funzionamento per migliorare i processi di pensiero che caratterizzano il suo ruolo di manager. L’intervento interessa aspetti cognitivi e comportamentali della persona e mira al miglioramento delle capacità di leadership che permettono di guidare efficacemente il proprio gruppo di lavoro. Il percorso multidisciplinare ha lo scopo di stimolare il cliente a sviluppare nuove abilità e competenze e acquisire nuove dinamiche relazionali che migliorino il proprio benessere psicologico e quello dei collaboratori influenzando le performance individuali e quelle del team.
Molto spesso la causa del malessere psicologico ed emotivo di una persona non risiede tanto nell’evento che ha vissuto o che si accinge a vivere, quanto nel modo in cui quella realtà viene percepita e interpretata. In psicologia, questo processo può attivare una serie di pensieri disfunzionali, spesso sotto forma di distorsioni cognitive. Questo modo di pensare può alimentare un rimuginio mentale che condiziona i comportamenti influenzando in modo significativo la qualità dei risultati che si possono ottenere. La situazione può complicarsi ulteriormente quando questi pensieri si trasformano in una profezia che si autoavvera, ovvero quando la convinzione negativa di una persona la porta, magari inconsapevolmente, a mettere in atto comportamenti che confermano proprio quelle aspettative negative, rafforzando così la propria sensazione di inefficacia. Se un atleta, un performer o uno studente, nell’affrontare una prova o un esame, si dice che non sarà in grado di superarlo e che sicuramente anche questa volta farà una brutta figura, le emozioni più probabili saranno l’ansia e la frustrazione, stati d’animo disfunzionali che impediscono di accedere alle proprie risorse interne, portando nel migliore dei casi, a una prestazione inferiore al proprio potenziale. La ristrutturazione cognitiva è una tecnica della terapia cognitivo-comportamentale-emotiva (REBT) che permette al paziente di riconoscere e modificare i pensieri disfunzionali e le distorsioni cognitive. Il processo si articola in vari passaggi, tra cui: l’identificazione dei pensieri automatici negativi, la valutazione della loro validità attraverso domande critiche e la loro sostituzione con pensieri più equilibrati e utili. Attraverso questo percorso, il paziente impara a mettere in discussione le proprie convinzioni irrazionali e a produrre nuove interpretazioni della realtà, favorendo così il benessere psicologico e la possibilità di ottenere risultati più soddisfacenti.
Fornire questo tipo di supporto ai clienti permette di migliorare non solo il proprio “modello di funzionamento” in ambito professionale ma consente di migliorare anche le tecniche di gestione delle dinamiche di relazione dei propri collaboratori. Anche in questo caso si parte della persona e dal suo funzionamento per migliorare i processi di pensiero che caratterizzano la sua identità di manager. Il mio lavoro si focalizza anche sul supporto al miglioramento delle abilità che rendono efficace la leadership nel guidare il proprio team.Il percorso multidisciplinare ha lo scopo di stimolare il cliente a sviluppare nuove dinamiche necessarie per supportare il proprio benessere psicologico e quello dei collaboratori, e a comprendere meglio i fattori personali e organizzativi che influenzano la performance e a progettare strategie per raggiungere gli obiettivi professionali.
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