Stress, ansia, insonnia, tensioni fisiche, pensieri che non si fermano. Questi sono i segnali più frequenti con cui il sistema nervoso comunica che qualcosa è fuori equilibrio. Non sono necessariamente sintomi di un disturbo clinico, spesso, infatti, si tratta di una risposta emotiva allo stile di vita che stiamo conducendo, vivere tutto a ritmo frenetico, sempre nell'emergenza, per un lungo periodo mette a dura prova il nostro organismo che alla fine inevitabilmente ci "presenta il conto".

Naturalmente la soluzione ottimale è intervenire sulle dinamiche che regolano il nostro stile di vita rivedendo il sistema di valutazione delle priorità ottimizzando il rapporto tra efficienza ed efficacia senza mai perdere di vista il principale obiettivo: agire sempre mettendo al centro la salvaguardia del nostro equilibrio psicofisico per garantirci una gratificante qualità della vita.

Tuttavia, mentre lavoriamo sulle nostre dinamiche, può essere estremamente utile apprendere come utilizzare degli strumenti che permettono di gestire gli stati emotivi disfunzionali prima che interferiscano negativamente nella nostra vita. Il training autogeno, la mindfulness e l'ipnosi sono tre tecniche distinte che, con modalità diverse, possono essere utilizzate per raggiungere stati di rilassamento profondo e una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni permettendone la gestione senza esserne travolti. Attraverso queste tecniche è possibile ritrovare energie fisiche e mentali, accedere a risorse che non sappiamo di avere e ritrovare il proprio equilibrio emotivo.

È possibile apprendere le diverse tecniche attraverso un training guidato con il Dr. Marco Pugliese presso il suo studio a Roma EUR. Con un numero limitato di sedute ogni persona sarà in grado di procedere autonomamente nella loro pratica quotidiana (vivamente consigliato) o per scopi specifici (rilassamento, gestione del dolore, insonnia, prestazioni sportive).

Tre tecniche, un obiettivo comune: recuperare il controllo

Nonostante le differenze metodologiche, training autogeno, mindfulness e ipnosi condividono una direzione comune: aiutare la persona a recuperare il controllo sul proprio stato mentale e fisico, invece di subirlo passivamente.

Il training autogeno lo fa attraverso la concentrazione guidata sulle sensazioni corporee (pesantezza, calore, respirazione, battito cardiaco) inducendo uno stato di calma fisica e mentale che il sistema nervoso può imparare a replicare autonomamente. È particolarmente efficace per lo stress cronico, l'ansia, l'insonnia, i sintomi psicosomatici, e la preparazione mentale pre performance negli atleti. Puoi approfondire nel dettaglio nell'articolo dedicato al training autogeno a Roma.

La mindfulness lo fa attraverso la pratica di prestare attenzione al momento presente in modo intenzionale e non giudicante: osservare pensieri, emozioni e sensazioni fisiche con curiosità e accettazione, senza amplificarle né sopprimerle. Non elimina lo stress o le emozioni difficili: insegna a stare con esse senza aggiungere la sofferenza del giudizio. Approfondisci il tema nell'articolo sulla mindfulness a Roma.

L'ipnosi Ericksoniana lo fa attraverso stati di trance naturale (simili a quelli che si sperimentano ogni giorno quando si è completamente assorbiti in un'attività) in cui l'inconscio diventa più accessibile e ricettivo al cambiamento. Non è controllo esterno: è facilitazione dell'accesso alle risorse interne, a quelle "inesauribili risorse dell'inconscio" dove spesso si nascondono sia le origini delle sofferenze che le soluzioni. L'approfondimento specifico è nell'articolo sull'ipnosi Ericksoniana a Roma.

Quando usare le diverse tecniche

Il training autogeno è la tecnica di elezione quando l'obiettivo principale è il rilassamento fisico e la riduzione delle tensioni somatiche: quando lo stress si manifesta principalmente attraverso il corpo (tensioni muscolari, cefalee, difficoltà di sonno, sintomi psicosomatici). Questa tecnica è particolarmente utile nella gestione dell'ansia prima di una gara sportiva.

La mindfulness è particolarmente indicata quando il disagio principale riguarda i pensieri ricorrenti, il rimuginio, la difficoltà a "spegnere" la propria mente. Questo "rumore", responsabile delle risposte emotive disfunzionali può essere meglio consapevolizzato attraverso l'uso di questa tecnica che permette di riconoscere e prendere confidenza con i nostri processi mentali di attribuzione di senso alle esperienze nel qui e ora migliorando la costruzione e la elaborazione dei propri pensieri.

L'ipnosi Ericksoniana è uno strumento molto versatile, e può essere utilizzato su sé stessi (autoipnosi) per ridurre i livelli di stress grazie alla possibilità di raggiungere livelli di rilassamento profondo. Permette di connettersi con sé stessi e migliorare la concentrazione, il controllo sui processi decisionali e la fiducia in sé stessi.

Il lavoro con un professionista permette invece di gestire le proprie emozioni e le reazioni comportamentali in modo più equilibrato e funzionale. Attraverso questo approccio si può lavorare per il superamento di blocchi emotivi, modificare schemi disadattivi e in generale operare cambiamenti significativi nella propria vita.

Imparare le tecniche per raggiungere l'autonomia

Il lavoro svolto con le persone che vogliono fare pratica con queste tecniche è un percorso di training di apprendimento. Nel corso delle sedute la persona sperimenta su sé stessa la tecnica e allo stesso tempo impara come eseguirla. Dopo un numero contenuto (4/5) di sedute la persona avrà appreso le tecniche abbastanza bene da praticarle in totale autonomia. Il training per l'autoipnosi potrebbe richiedere qualche seduta in più per padroneggiare le tecniche in modo ottimale.

Periodicamente possono essere previsti dei follow up di confronto o approfondimento sulle tecniche apprese. Ciò che fa la differenza tuttavia è la pratica, meglio se quotidiana, attraverso l'applicazione delle tecniche su sé stessi, si acquisirà sempre una maggiore conoscenza delle nostre risposte psicofisiche e si perfezioneranno le tecniche personalizzandole sulle proprie modalità di funzionamento aumentandone l'efficacia.

Prenota il tuo primo colloquio gratuito
Studio: Via Giacomo Debenedetti, 29, Roma EUR
Domande frequenti su training autogeno, mindfulness e ipnosi
Per il training autogeno, di solito 3/4 sedute sono sufficienti per acquisire la tecnica di base. Per la mindfulness, la pratica è progressiva: le prime sedute insegnano la consapevolezza del respiro, poi si amplia gradualmente. Per l'autoipnosi normalmente 5/6 sedute.
Sì. Queste tecniche possono essere apprese come pratiche utili per migliorare il proprio benessere psicofisico. Chiunque può seguire il training formativo, non necessariamente in supporto a un percorso psicologico.
No. La mindfulness è una tecnica psicologica secolare, derivata da pratiche contemplative ma completamente separata da qualsiasi contesto religioso o spirituale. Si lavora sulla consapevolezza del momento presente come competenza psicologica, non come pratica spirituale.
È più corretto parlare di autoipnosi, ovvero l'applicazione su sé stessi delle tecniche di rilassamento profondo proprie dell'ipnosi per ottenere stati di trance leggera che permettono di ritrovare energie, concentrazione e autoconsapevolezza. L'ipnoterapista dopo le sedute di training mette in condizioni la persona di proseguire autonomamente. Per lavorare su aspetti più profondi che influenzano il nostro sistema di funzionamento, è necessaria la presenza di un ipnoterapista abilitato.
Nota informativaI contenuti di questa pagina hanno finalità informativa e divulgativa e non sostituiscono un colloquio, una valutazione psicologica o una diagnosi, che restano di competenza esclusiva di un professionista abilitato. Dr. Marco Pugliese, psicologo clinico iscritto all’Albo degli Psicologi del Lazio n. 28380.