
Quando un atleta non riesce a esprimere il suo massimo potenziale in gara, quando un manager si sente paralizzato dalla pressione delle decisioni, quando chiunque di noi ha la sensazione di essere bloccato e non riesce a esprimere il suo reale potenziale, il problema raramente è tecnico o fisico. La questione deve essere affrontata a livello mentale.
La psicologia della performance non è una moda del momento. È una disciplina scientifica che affronta direttamente il divario tra il tuo potenziale effettivo e quello che riesci a esprimere sotto pressione. Questo gap ha un costo elevato in termini di gare perse, opportunità professionali mancate, obiettivi personali non raggiunti.
Il Dr. Marco Pugliese, psicologo clinico e ipnoterapeuta specializzato in psicologia della performance, lavora da anni con atleti agonisti, manager, imprenditori e aziende al fine di ridurre questo gap e ottimizzare le performance utilizzando un approccio pratico, personalizzato e orientato ai risultati.
La performance, sia essa richiesta in ambito sportivo, lavorativo o personale, è influenzata da diversi fattori: tecnico, fisiologico e psicologico. Quest'ultimo in particolare rappresenta una variabile determinante per il successo. Anche se un atleta è in forma fisicamente e preparato tecnicamente, la pressione mentale non gestita può pregiudicare una gara, come è accaduto allo straordinario pattinatore Ilia Malinin alle recenti olimpiadi invernali di Milano Cortina.
La paura di fallire, le aspettative dell'ambiente intorno all'atleta, l'attivazione fisiologica eccessiva e la mancanza di fiducia in se stessi sono le sbarre di una gabbia che impedisce di esprimere tutto il potenziale personale, finendo per condizionare la performance. La psicologia della performance si concentra sugli aspetti cognitivi ed emotivi che contribuiscono a sviluppare il massimo potenziale d'azione.
Che tu sia un atleta, un manager o semplicemente desideri migliorare la tua capacità di accedere alle tue risorse personali e incidere sui risultati, un percorso psicologico personalizzato ti permetterà di:
Ogni atleta, anche il grande campione, è prima di tutto una persona con una sua storia di vita personale: tenerlo presente è alla base dell'approccio utilizzato dal Dr. Pugliese.
Un primo colloquio gratuito per comprendere la storia del cliente, le difficoltà generali e specifiche e le motivazioni alla base della richiesta.
In questa fase si procede a un'analisi più profonda attraverso tecniche di assessment psicologico per identificare:
Fase 3: Definizione degli obiettivi e piano di lavoro. Definizione degli obiettivi a breve, medio e lungo termine, condivisione dei criteri di valutazione relativi al raggiungimento dei target previsti e programmazione del piano di lavoro in studio e outdoor se necessario. Tra le tecniche utilizzate:
Fase 4: Monitoraggio e follow-up. Durante il percorso vengono monitorati i progressi e il raggiungimento degli obiettivi intermedi. Qualora si renda necessario, i clienti vengono seguiti anche on site (campo, piscina, azienda) per contestualizzare le tecniche utilizzate. Ultimato il percorso e raggiunti gli obiettivi, possono essere programmati follow up periodici.
Se il tuo miglior drive ha un carry di 180 metri, un percorso di supporto psicologico non lo farà arrivare a 240 metri, ma ti permetterà di tirarne 14 in fairway con una tolleranza del più o meno 10% rispetto al tuo standard personale. Il training mentale massimizza i tuoi risultati e li rende replicabili. Incrementarli è un lavoro integrato tra tutti i componenti dello staff tecnico (preparatore atletico, tecnico, nutrizionista, fisiatra) e lo psicologo.
Essendo un atleta da tutta una vita, agonista prima e amatore attualmente, il Dr. Pugliese comprende le problematiche di un atleta dal punto di vista dell'atleta prima ancora che da quello dello psicologo. Unire la teoria e gli anni di studio con l'esperienza personale diretta rappresenta un punto di forza.
Il Dr. Marco Pugliese è uno psicologo clinico iscritto all'Albo degli Psicologi del Lazio (n. 28380):
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La performance che desideri non è una questione di talento innato o fortuna. È una questione di consapevolezza, strategia e pratica.
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