L'ansia è una delle ragioni più frequenti per cui le persone si rivolgono a uno psicologo. Le pressioni nella vita quotidiana, sia professionale che personale, possono portare a uno stato di tensione emotiva costante che a lungo andare, se non gestita, si può aggravare e incidere in modo negativo sulla nostra vita. I primi segnali da non sottovalutare sono: pensieri ricorrenti di preoccupazione, difficoltà di concentrazione, iperattività o inazione, disturbi fisici quali tachicardia, tensione muscolare costante, gastriti. Questo tipo di segnali sono diffusi e spesso sottovalutati. Si tende a considerare "normale" la frenesia della nostra vita, a volte persino a considerare questa condizione indispensabile per ottenere successo.
In questo articolo il Dr. Marco Pugliese, psicologo clinico, affronta questo tema fornendo alcuni consigli su come affrontare ansia e stress e migliorare la qualità della nostra vita.
Cos'è l'ansia
Prima di entrare nel vivo della questione, è doveroso fare chiarezza su questa emozione. L'ansia, come del resto le altre emozioni, ha una funzione adattiva, ci permette di reagire a stimoli che percepiamo come minacciosi o pericolosi attivando le nostre risorse interne. Svolge in questo caso un ruolo protettivo. Non sempre l'ansia quindi è un problema, lo diventa nel momento in cui non è più una risposta transitoria a determinate situazioni ma si presenta in maniera persistente, sproporzionata e interferisce in modo significativo sulla qualità della vita. In questo caso l'ansia perde la sua funzione adattiva e diviene patologica configurandosi come disturbo d'ansia che va diagnosticato e trattato in modo specifico.
Per inquadrare questi segnali nel contesto più ampio del benessere psicologico, l'articolo sulla consulenza psicologica a Roma spiega come funziona l'intero percorso di supporto.
Quando l'ansia diventa disfunzionale
Quali sono i segnali che indicano che l'ansia si stia trasformando da risposta adattiva a condizione disfunzionale? Alcuni segnali indicano questo cambiamento.
Persistenza dei sintomi
Quando le manifestazioni ansiose si presentano frequentemente e in modo sproporzionato rispetto alla situazione e perdurano per periodi di tempo prolungati, talvolta anche per mesi, le preoccupazioni si intensificano progressivamente e le ruminazioni occupano stabilmente la mente, dobbiamo considerarli concreti segnali d'allarme e valutare l'opportunità di rivolgersi a uno psicologo.
Interferenza nella qualità della vita
Nel momento in cui l'ansia interferisce significativamente con la vita di un individuo, limitando la sua funzionalità in ambito relazionale, professionale, sociale o sportivo, o impedisce di svolgere attività giornaliere semplici, non si tratta più di ansia adattiva.
Evitamento di situazioni temute
L'evitamento di situazioni, luoghi o attività percepite come minacciose (parlare in pubblico, prendere l'ascensore, frequentare luoghi affollati) è un comportamento di "fuga" molto frequente nei soggetti con disturbo d'ansia.
Cos'è lo stress e cosa lo differenzia dall'ansia
Non è sempre semplice capire la differenza, i sintomi sono molto simili e possono anche sovrapporsi a volte. Ti sarà capitato di sentirti sotto pressione per un esame all'università, per la preparazione di una gara o sul lavoro, situazioni che percepisci come difficili o impegnative da affrontare: lo stato psicofisico generato da queste pressioni è lo stress. Lo stress si divide in due tipologie: l'eustress, che è funzionale e permette di accedere a tutte le risorse e migliorare le performance, e il distress, che al contrario è disabilitante e può avere effetti deleteri sullo stato psicofisico. Quando lo stress diventa la risposta normale alle pressioni esterne, può dare origine all'ansia, portare a stati depressivi oltre ovviamente a debilitare fisiologicamente l'individuo.
Spesso ansia e stress si accompagnano a difficoltà nelle relazioni e a un calo della fiducia in sé. Se riconosci anche questi aspetti, possono esserti utili gli approfondimenti sulla consulenza per difficoltà relazionali e sulla consulenza per la crescita personale.
Come gestire ansia e stress con il supporto di un professionista
Certamente avrai cercato su internet o chiesto all'IA come gestire l'ansia e avrai trovato articoli di autoaiuto che consigliano tecniche di respirazione, meditazione, esercizio fisico, che danno sicuramente un beneficio nella gestione dell'ansia e dello stress non patologici. Quando l'ansia interferisce in modo disfunzionale nella vita di una persona, è consigliabile rivolgersi a uno psicologo per un supporto che permetta di andare in profondità e affrontare l'origine del disagio in modo professionale e duraturo. Lo psicologo è un professionista formato per comprendere i meccanismi complessi dell'emotività e del comportamento umano. Il suo ruolo non è solo quello di "ascoltare", ma di guidare il paziente in un percorso di consapevolezza, trasformazione e crescita personale. Ecco perché rivolgersi a uno psicologo è una scelta di cura, coraggio e responsabilità verso sé stessi.
Attraverso un percorso strutturato vengono esplorate le cause alla base del disagio e sviluppate con il paziente nuove modalità di lettura degli eventi ed esercitate nuove modalità di risposta. Non è un approccio teorico ma un percorso di consapevolezza verso nuove modalità di funzionamento in grado di incidere positivamente sulla qualità della vita. Vengono utilizzati metodi collaudati per permettere ai clienti di gestire l'ansia e lo stress.
REBT: Terapia Razionale Emotiva Comportamentale
Questo approccio, focalizzato soprattutto sul qui e ora, sulle abitudini e sui pensieri che generano le emozioni all'origine della sofferenza. Attraverso una serie di tecniche cognitive, immaginative e comportamentali, permette di aiutare le persone ad affrontare la propria sofferenza e il proprio disagio provocato dagli stati d'ansia generalizzata o specifica.
Ipnosi Ericksoniana
Attraverso tecniche collaudate, è possibile esplorare, grazie alla capacità di far raggiungere livelli di rilassamento e consapevolezza profondi, il mondo interiore del cliente e ristrutturare i pensieri che danno origine alle emozioni causa della sofferenza.
Mindfulness guidata
Attraverso la mindfulness (consapevolezza intenzionale), non si intende spegnere i pensieri o cercare la calma a tutti i costi, ma portare il cliente a vivere il momento presente, osservando ciò che accade dentro e fuori di lui con curiosità e senza giudizio. Lo scopo è migliorare la gestione emotiva, ridurre lo stress e l'ansia.
Training autogeno
Con questa tecnica, all'inizio guidata, è possibile ottenere reazioni psicofisiche misurabili, ed è particolarmente adatta per il trattamento di ansia e stati depressivi. Durante le sedute vengono ripetute visualizzazioni mentali che inducono il rilassamento psicofisico. Si basa sulla concentrazione passiva delle percezioni corporee (ad esempio pesantezza e calore delle braccia, delle gambe). Il training autogeno viene utilizzato soprattutto per migliorare la gestione emotiva e permette di alleviare certi disturbi psicosomatici indotti dallo stress, come l'ansia. In ambito sportivo viene utilizzato dagli atleti per migliorare la performance riducendo l'ansia da prestazione.
Per iniziare un percorso di supporto specifico
Un intervento di supporto per trattare la sintomatologia e apprendere come gestire ansia e stress prevede tre momenti.
Conoscenza e valutazione (1-2 sedute). Normalmente si basa su colloqui in studio, in alcuni casi particolari prevede la somministrazione di test specifici. Lo scopo è conoscere il cliente, la sua storia personale e il disagio che lo ha portato a richiedere il supporto. Si indaga il disturbo, come si manifesta, da quanto tempo, quando compare, cosa lo scatena, come si mantiene. Una volta identificati i modelli di funzionamento che generano lo stato d'ansia, si pianifica un percorso di lavoro mirato.
Intervento specifico (4-8 sedute). Sulla base di quanto emerso nella fase di valutazione, si utilizzano le diverse tecniche, anche integrandole, al fine di portare il cliente a una consapevolezza emotiva alla base della capacità di gestione degli stati disfunzionali.
Consolidamento e autonomia (1-2 sedute). Si verificano i risultati raggiunti e la padronanza delle tecniche e degli strumenti forniti al cliente per la corretta gestione autonoma delle emozioni e degli stati disfunzionali. L'obiettivo non è "dipendere" dal supporto dello psicologo ma liberarsi dalla sofferenza attraverso nuove modalità di pensiero ed efficaci abilità operative.

