Le relazioni umane nella loro complessità possono dare luogo a dissapori che spesso si trasformano in problemi relazionali. Siano esse relazioni di coppia o familiari o di tipo sociale, gruppo dei pari, colleghi di lavoro, componenti di un team o di una squadra, una cattiva gestione delle dinamiche interne che regolano le relazioni può minare l'equilibrio e l'armonia dei rapporti compromettendo anche la serenità dei singoli componenti.

Non sempre alla base dei conflitti ci sono reali problemi, molte volte alla base delle incomprensioni c'è la difficoltà di comunicare bisogni e aspettative che, se non soddisfatti, a lungo andare vengono interpretati come mancanza di attenzione o interesse da parte del partner o degli altri componenti del gruppo, generando emozioni negative che trasformano i conflitti in fratture ritenute insanabili. Naturalmente ci sono altre cause responsabili delle difficoltà relazionali come i cambiamenti rilevanti nella vita, cambiamenti sociali, stress lavorativo, preoccupazioni economiche, relazioni tossiche del passato che hanno lasciato segni profondi: tutti fattori che, se riversati nelle relazioni, possono incidere molto sull'armonia dei rapporti. Da non sottovalutare, inoltre, la capacità dei singoli di gestire le emozioni disfunzionali come rabbia e ansia, che sono spesso la causa principale dei conflitti. Difficilmente una persona che non è in equilibrio con se stessa potrà essere parte di una relazione sana e armoniosa.

L'approccio a queste difficoltà segue lo stesso metodo descritto nella pagina dedicata alla consulenza psicologica a Roma: breve, focalizzato e orientato al presente.

Quali sono i segnali ai quali prestare attenzione

Normalmente le relazioni non arrivano a una frattura da un momento all'altro, ma è l'epilogo di una serie di silenzi, incomprensioni e tensioni che si sovrappongono senza che vengano mai realmente affrontate. Eppure i segnali ci sono, ma il più delle volte vengono ignorati, consapevolmente o meno. Prendere consapevolezza che una relazione è in crisi permette di affrontare le difficoltà in modo efficace. I principali segnali sono:

  • Comunicazione inefficace o assente: non tenere conto del parere degli altri, concentrarsi sull'avere ragione piuttosto che sul risultato, evitare di manifestare le proprie emozioni e necessità, evitare il dialogo per evitare le discussioni.
  • Vivere in uno stato di tensione continuo, per paura delle reazioni del partner, evitando di contraddirlo con il proprio parere o con le proprie azioni.
  • Perdita graduale della fiducia: non è solo legata al tradimento come si potrebbe pensare in prima istanza, ma si tratta anche di piccoli episodi, bugie di poco conto, promesse non mantenute, comportamenti discutibili e non condivisi, che a lungo andare contribuiscono a incrinare il rapporto.
  • Mancanza di rispetto: sminuire il proprio partner, criticare i suoi punti di vista, prendere decisioni unilaterali, ostacolare i progetti e la realizzazione personale del partner sono solo alcune delle azioni che contribuiscono a creare malcontento e sentimenti di risentimento che sono l'anticamera del conflitto.
  • L'isolamento sociale, più accentuato nei teenager, è un chiaro segnale della presenza di un problema relazionale. L'evitamento sistematico dei momenti di convivialità con amici, familiari, compagni di squadra, colleghi, accompagnato da scuse di varia natura per paura del confronto, è un segnale di disagio.

Le dinamiche relazionali ricorrenti

Alcune delle dinamiche relazionali che emergono in seduta:

Il ciclo conflitto-distanza-riconciliazione. Litigi intensi seguiti da silenzi prolungati, poi riconciliazione senza vera risoluzione. Il ciclo si ripete, ogni volta un po' più logorante.

La comunicazione bloccata. Non si riesce a dire quello che si prova davvero o ciò che ci si aspetta dalla relazione. La sensazione di non essere compreso aumenta la frustrazione e al dialogo si sostituiscono i silenzi.

La dipendenza emotiva. Un bisogno intenso e ansioso dell'approvazione o della presenza dell'altro. Quando l'altro non è disponibile, si sperimenta un disagio sproporzionato.

La distanza progressiva nella coppia. Non c'è conflitto aperto, ma non c'è neanche connessione e complicità. Si condivide uno spazio fisico ma non uno spazio emotivo.

Relazioni familiari tossiche o intrusive. Genitori che non riconoscono i confini, fratelli con dinamiche competitive, famiglie che esercitano pressioni esterne sulla coppia o sulle scelte personali.

Conflitti lavorativi relazionali. Con colleghi, superiori o collaboratori che si ripetono con schemi simili, indipendentemente dal contesto specifico.

Spesso, dietro la difficoltà a stare nelle relazioni, ci sono ansia non gestita o un nodo di fiducia in sé. Possono aiutarti gli approfondimenti sulla consulenza per ansia e stress e sulla consulenza per la crescita personale.

Quando è il momento di consultare uno psicologo

Se ti capita di riconoscere uno di questi segnali, significa che le tue relazioni iniziano a essere problematiche e probabilmente è il momento di chiedere il supporto di uno psicologo che ti permetta di ritrovare l'armonia perduta. Tuttavia, ci sono alcune situazioni in cui la terapia di coppia potrebbe non essere efficace, ad esempio se uno dei due partner non è interessato a salvare il rapporto, oppure quando all'interno della coppia si verificano situazioni di abuso, sia esso fisico o psicologico o entrambi.

Le sedute di coppia o familiari offrono uno spazio sicuro dove i partner possono esprimere i loro punti di vista, confrontarsi sul piano sentimentale, far emergere i loro bisogni e preoccupazioni. L'obiettivo è migliorare la comunicazione e la comprensione reciproca. La risoluzione dei conflitti non è l'obiettivo ma la conseguenza di una crescita personale ed emotiva attraverso la quale i partner trovano nuove complicità e motivazioni che permettono loro di affrontare le sfide che la vita di relazione mette sulla loro strada, superando le difficoltà uniti e rendendo la relazione più solida e gratificante.

In cosa consiste il supporto psicologico nelle relazioni

I problemi relazionali originano da molti fattori complessi, ma affrontarli senza tenere presente che una coppia o un gruppo sono formati da singoli individui significa trascurare la componente personale delle dinamiche relazionali.

Osservazione e ascolto. Analizzare le dinamiche e identificare i comportamenti agiti dai singoli e gli schemi che li sottendono; comprendere le difficoltà di comunicazione e le dinamiche relazionali tra i membri; far emergere i reali bisogni emotivi dei partner; analizzare le aspettative e le motivazioni che hanno portato la coppia a chiedere aiuto; valutare il livello di autostima dei singoli nei casi di isolamento sociale.

Lavorare sulle dinamiche relazionali e sui processi mentali che le caratterizzano. Far emergere i meccanismi che influenzano negativamente le relazioni, mancanza di fiducia, interpretazioni fuorvianti, modelli di pensiero troppo rigidi, e mettere in discussione la loro efficacia attraverso un processo di depotenziamento.

Costruire comportamenti nuovi. Ristrutturare i modelli di pensiero che si sono cristallizzati all'interno della coppia nel corso del periodo in cui la crisi è maturata, con lo scopo di prospettare nuovi scenari stimolanti condivisi e sperimentare una nuova comunicazione assertiva e agire comportamenti proattivi. L'obiettivo è aiutare la coppia a costruire un nuovo modello di vita insieme, più sano e gratificante.

Per un primo incontro gratuito
Studio: Via Giacomo Debenedetti, 29, Roma EUR
Domande frequenti sulle difficoltà relazionali
Se il problema è delle dinamiche di relazione e non dei singoli partner, è preferibile affrontarlo come coppia. Già il fatto che uno dei due partner non venga in seduta potrebbe significare che non voglia realmente risolvere i problemi, o forse non li riconosca, e in questo caso la terapia non sarebbe efficace.
Lo scopo della terapia di coppia è aiutare i partner a vedere le proprie dinamiche relazionali da un altro punto di vista, più neutrale e non distorto da interpretazioni personali. Attraverso strumenti atti a migliorare la comunicazione sarà possibile affrontare incomprensioni e dissidi per ridurre le possibilità di conflitto. Attraverso l'ascolto attivo e la formulazione di domande mirate, si stimola un confronto più funzionale che permette ai partner di far emergere i propri bisogni, aspettative ed esperienze vissute nel passato di coppia e mai espressi in precedenza. A volte il risultato è il miglioramento della relazione, altre volte può emergere che la natura della crisi sia troppo profonda e radicata per poterla sanare, e il lavoro da fare sarà quello di gestire la separazione in modo armonico e non traumatico.
Dipende dalle motivazioni del rifiuto, ma in generale non è mai un buon segno: come detto, la terapia è diretta alla coppia, non al singolo.
Sì. Le sedute di coppia online funzionano bene, soprattutto per coppie con orari difficili da coordinare o che vivono in zone diverse della città o dell'hinterland romano.