Il ruolo di manager molto spesso è associato al concetto di pressione. Non si tratta solo del normale stress del lavoro intenso: a pesare sono le responsabilità, il dover prendere decisioni che impattano sulla vita di altre persone, sapere di essere costantemente valutato in base ai risultati prodotti, sapere di essere il responsabile di eventuali errori commessi da te o da qualcuno del tuo team, e che a pagarne il prezzo sei sempre tu.

Essere sempre connessi, sempre sul pezzo, gestire tutto in emergenza non è sinonimo di efficienza ed efficacia: piuttosto è la condizione ideale per vivere una condizione di distress.

Le principali cause del burnout nei manager

  • mancanza di relazioni significative all'interno dell'azienda
  • mancanza di supporto da parte di mentori o professionisti (psicologi, business coach)
  • sovraccarico operativo
  • interferenze cognitive (interruzioni frequenti, telefonate, mail, richieste)
  • vita privata e vita professionale che si influenzano
  • target imposti in modo irrealistico

Lo stress cronico, il nemico invisibile

Quando sei in uno stato di stress cronico, il tuo cervello non funziona nel modo giusto. La ricerca neuroscientifica ha dimostrato come il forte stress attivi il sistema nervoso simpatico, responsabile della nostra risposta adattiva di attacco o fuga, preparando il corpo a una risposta immediata rilasciando ormoni specifici come adrenalina e cortisolo che, se rilasciati nel sangue per lungo tempo, sono responsabili di sintomi fisici, cognitivi, emotivi e comportamentali anche gravi.

La tua corteccia prefrontale (decisioni, razionalità) è meno attiva. Prendi decisioni più impulsive, meno strategiche. Reagisci alle situazioni piuttosto che gestirle consapevolmente.

La tua amigdala (paura, reazione) è iperattiva. Percepisci minacce dove non ce ne sono. Il feedback di un collega diventa una critica personale. Un'email dal tono neutro sembra ostile. Sei costantemente in uno stato di vigilanza.

La memoria, l'attenzione e la capacità di concentrazione calano. Il cortisolo elevato influisce profondamente sull'ippocampo, fondamentale nell'apprendimento e nella memoria, con conseguenze piuttosto serie a lungo andare: atrofia neuronale e blocco della memoria. Questo influisce direttamente sulla tua efficacia.

Pensare di eliminare completamente le situazioni stressanti nella routine di un manager è utopistico (quelle fanno parte del lavoro), ma si può intervenire su più piani: quello psicologico personale, utilizzando tecniche di gestione delle attivazioni emotive (ansia, rabbia), e quello organizzativo, utilizzando strumenti strategici per ottimizzare le dinamiche relazionali.

Una corretta gestione dello stress mentale nei ruoli di responsabilità richiede equilibrio tra l'impegno cognitivo e il distacco emotivo. È importante per un leader adottare strategie pratiche per non perdere lucidità, prevenire il burnout e mantenere un buon equilibrio bio psico fisico.

Strumenti di gestione

La delega di responsabilità. È uno strumento che permette di far fronte alla solitudine del manager, che si caratterizza per la sensazione di isolamento e sovraffaticamento. Responsabilizzare i propri collaboratori attraverso una delega delle attività operative, per focalizzarsi sulla supervisione e sul processo decisionale, rende la gestione operativa più agevole e meno stressante.

Time blocking. È una tecnica di gestione del tempo che consiste nel suddividere la giornata in diversi blocchi, ognuno dedicato a una specifica attività, in modo da riuscire a vedere la ripartizione della giornata e ottimizzare i tempi. Permette di osservare il tempo a disposizione da un'altra prospettiva, diminuendo la pressione della giornata piena che non lascia tempo per sé.

Gestione delle emozioni. Comprendere che le emozioni sono il risultato dei processi di pensiero che produciamo. Le situazioni, per quanto complesse siano, sono emotivamente neutre: acquisiscono un valore attivante attraverso l'interpretazione che si attribuisce loro. Quando avverti una pressione debilitante, dovresti indagare le reali cause per ricondurle al pensiero che le ha generate, per ristrutturarlo e riformularlo in modo più proattivo, evitando reazioni impulsive.

Trovare il tempo per se stessi. Fissare dei confini tra vita privata e lavoro è uno dei primi obiettivi da raggiungere: dedicarsi a ciò che è gratificante (sport, hobby, svago) e alle persone significative della propria vita. Staccare la spina permette di ricaricare le batterie e mantenere una buona efficienza operativa.

Confrontarsi sulle richieste di budgeting. Fissare obiettivi irraggiungibili è altamente demotivante e causa di stress, per cui è importante discutere in fase di preassegnazione qualora non si condividano tali previsioni con i propri capi.

Lavora in team. Coinvolgere attivamente i membri del team nei programmi e nell'organizzazione permette di condividere oneri e onori del lavoro e degli obiettivi da raggiungere. La pressione, oltre a essere suddivisa tra più persone, ha un impatto minore se si può contare sul supporto reciproco.

Il supporto psicologico nel middle e top management

Riconoscere i segnali del burnout è il primo passo verso una nuova consapevolezza. Adottare un nuovo stile di gestione delle dinamiche organizzative e operative, tenendo conto anche della dimensione personale, permetterà di mantenere gli standard di produttività richiesti conservando un buon equilibrio psicofisico personale. Naturalmente tutto questo si ripercuote positivamente su tutta l'organizzazione, promuovendo una cultura aziendale più sana e sostenibile.

Il supporto di uno psicologo può aiutare i manager a:

  • acquisire consapevolezza del disagio che la situazione procura a livello personale e di team
  • ristrutturare i processi di pensiero, che spesso sono alla base delle dinamiche emotive che danno origine ai comportamenti disfunzionali
  • sviluppare dinamiche di gestione del tempo tramite time blocking e pianificazione per pieni
  • gestire correttamente il rapporto tra vita privata e lavoro: dietro ogni manager c'è un individuo con la sua storia, le sue necessità e le sue fragilità, e non tenerne conto rappresenta un rischio per la tenuta psicologica del leader e di tutto il team
  • gestire la regolazione emotiva: attraverso tecniche specifiche è possibile gestire i diversi stati emotivi affinché non degenerino in stress elevato e burnout

Se sei interessato a come questi stessi principi si applicano più ampiamente, leggi di più sulla psicologia della performance. Se vuoi approfondire la metodologia e le tecniche utilizzate, puoi leggere il dettaglio sull'ipnosi clinica e sulla ristrutturazione cognitiva.

Performance management

Implementare in azienda un sistema di performance management permette di identificare punti di forza e aree di miglioramento nelle dinamiche organizzative e, allo stesso tempo, si dimostra uno strumento strategico per lo sviluppo del personale e il successo a lungo termine dell'azienda.

Implementare il performance management permetterà di:

  • migliorare le prestazioni individuali e di gruppo
  • definire gli obiettivi e coordinare gli intenti
  • aumentare conoscenze e competenze dei dipendenti
  • sviluppare nei dipendenti la cultura del miglioramento continuo
  • migliorare le performance aziendali

Se sei un team manager o un dirigente d'azienda e ritieni di poter ottenere risultati migliori integrando nuovi sistemi di gestione e valorizzazione del personale, prenota un incontro conoscitivo.

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Studio: Via Giacomo Debenedetti, 29, Roma EUR
Domande frequenti sulla gestione dello stress per manager
Lo stress di per sé non è necessariamente un problema, lo diviene quando si trasforma in distress e stress cronico e genera negatività patologica, esaurimento emotivo, diminuzione dell'energia e della motivazione, con inevitabile ripercussione sulla produttività. Se ritieni di trovarti in questa situazione, potresti avere bisogno di supporto specialistico.
Certamente. Il lavoro si articola in interventi one to one, sia in studio che on site, e quando si rende necessario anche con sedute di team coaching.
La durata di un intervento varia da caso a caso. Normalmente il risultato su se stessi si nota già dopo 8/10 sedute; quelli sul clima aziendale dipendono dal tempo di latenza delle difficoltà nelle dinamiche relazionali.